venerdì 26 febbraio 2010

La "Tecnica Mentre Opero" di Bruno Munari...



Leggere il seguente brano di Bruno Munari mi dà sempre grande forza. In esso trovo l'essenza del pensiero creativo

Vicino a Chiasso
nel silenzio estivo dei boschi
sulla cima della collina di Monte Olimpino
si possono trovare rami secchi (RS)
di frassino castagno betullla
di lauro di carpino di acero di ciliegio
di pero di magnolia di castagno...
alcuni duri e pesanti altri leggeri e fragili
tutti rivestiti con le loro tipiche cortecce
alcune molto decoative come nella vanitosa betulla
altre incredibili come di ghisa nel frassino.
Talvolta qualche ramo è rovinato dalle intemperie
altri rami invece sono ben conservat ed hanno forme molto interessanti (AH)
formati secondo i codici di crescita dei vegetali
per cui le ramificazioni del frassino
sono fatte spesso di armoniose curce
che ricordano disegni in stile Liberty
mentre la ramificazione degli aceri
va più per linee rette
rispettando però sempre (quasi) l'angolazione
di attacco al ramo precedente. (XII)
Qualche ramo secco si trova ancora in parte
attaccato penzolante alla pianta madre (PM)
altri sono adagiati sull'erba tra i fiori
nei prati tra un boschetto e l'altro
assieme a felci edera festuca capelvenere
anemoni campanule ortiche garofanini rosa
rododrendi nani violette fragole lamponi
misto bosco senza gelato papenzoli genziana
sassifraghe fedifraghe e un sempreverde morto secco (HP)
Piccoli sentieri si inoltrano tra le piante (22a)
un venticello porta il profumo dell'erba tagliata.
E' come passeggiare dentro un immenso albero
di cui non si percepisce l'esterno
un albero grande quanto la collina con foglie
di ogni forma e di tanti colori diversi. (+)
Raggi di sole come laser dorati
passano tra i rami come linee rette
si accendono e spariscono a caso
secondo i movimenti delle foglie.
Oppure si fermano un secondo a segnalare
un bel ramo secco di betulla
sdraiato sulle felci tra l'edera
o vicino a qualche pietra coperta di muschio. (721)
E prima che la lumaca attraversi il sentiero
raccoglierò qualche ramo (UF)
per il mio laboratorio all'aperto dove
con un seghetto giapponese
sottilissimo e taglientissimo taglierò via (Z)
quelle parti del ramo che non servono allo scopo. (XL)
Faccio così una prima scelta di questi rami diversi
di questi segni solidi campati in aria
cresciuti al canto delle cicale
e tra l'indifferenza delle formiche
seccati dal sole e bagnati dalla luna.
Per lungo tempo li osserverò senza toccarli. (OSS)
Poi proverò a fare qualche accostamento
con pezzi di rami dello stesso albero
o con pezzi di rami diversi:
Devono poter stare insieme senza toccarsi
appoggiandosi ai fili di tensione. (OF)
I fili saranno bianchi di cotone o di lino grezzo
niente interventi di colore: (TF)
L'insieme dei fili in tensione mostrerà
la natura geometrica dei rapporti di forza
le parti in compressione si comporteranno
con molta naturalezza quasi con indifferenza:
Nasce così un corpo solido
formato da due forze opposte
dove gli elementi in compressione
stanno solidamente assieme senza toccarsi tra loro.
E così, senza attrezzi spciali senza aiuti manuali
senza un progetto ben definito anche nei particolari
senza pensare perchè lo faccio e a cosa servirà
senza alcuna ragione accessibile a gente pratica
comincio ad annodare un filo bianco
ad un'estremità di un ramo e poi anche
all'estremità di un altro ramo poi ancora
finchè due fili restano solidamente tesi quindi
appoggio sul filo teso l'estremità di un'altro
ramo e lo tengo in modo che i rami non si tocchino
mentre ne lego uno l'altro si slega. Con molta
pazienza imparando la tecnica mentre opero (TMO)
e senza sapere prima cosa verrà fuori dopo
mi trovo ad un certo punto
ad avere davanti a me con grande sorpresa
un oggetto solido che prima non c'era.
(da "Codice Ovvio" di B.Munari , Einaudi 1971)

Questa è la scultura creata da Munari. E invece il disegno introduttivo è una mia creazione ("Strumento Eolico")